Si è svolto in Perù lo scorso mese di Ottobre l'Otaku fest 2011, una rassegna annuale che raccoglie tutti gli appassionati di anime, manga e video game equivalente alla nostra fiera di Lucca ma molto più in grande visto che gli ospiti internazionali abbondavano. La manifestazione ha raccolto vari eventi importanti, dall'incontro delle case editrici con il pubblico alle sfilate cosplay, dalle interviste ai doppiatori a veri e propri mini concerti, e di quest'ultimi vi facciamo vedere alcuni momenti salienti ripresi da chi ha partecipato all'evento.
Games, anime, manga, film, telefilm, modellismo, collezionismo, cultura, libri e quant'altro faccia cultura, tendenza ed intrattenimento!
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martedì, dicembre 13, 2011
[News] Presentato Cucina giapponese di casa
Guido Tommasi Editori presenta un libro sulla
cucina casalinga nipponica attraverso le ricette di Harumi.
Oltrepassando le ricette da ristorante, spesso armonizzate al gusto
occidentale, la Cucina giapponese di casa presenta dei piatti
di tutti i giorni, tratte dalle diverse culture locali dell'arcipelago
nipponico. Lo scopo è quello di ricreare a casa proprio le specialità,
con ingredienti facile da trovare, anche al supermercato.
Harumi, casalinga star in Giappone, spiega le sue ricette con grande semplicità, in un modo particolaremente didattico e adattato a coloro alle prime armi con un cucina asiatica. Il costo del volume è di 25 €.
Harumi, casalinga star in Giappone, spiega le sue ricette con grande semplicità, in un modo particolaremente didattico e adattato a coloro alle prime armi con un cucina asiatica. Il costo del volume è di 25 €.
[Cultura] Il Giardino Zen (parte 1)
Tutto risale all’epoca dell’avvento del buddhismo Zen quando i monaci
di templi e monasteri Zen cominciarono a creare questi giardini come
aiuto alla meditazione, alla contemplazione, alla pace e alla preghiera.
Era il luogo dove ogni monaco ritrovava la serenità e la tranquillità
della natura e poteva quindi pregare e meditare nella pace più assoluta.
Nella nascita e creazione del giardino Zen un ruolo importante lo ha sempre avuto la religione.
Tutti noi sappiamo che la religione più diffusa del Giappone è lo Shintoismo, una religione molto antica, fatta di venerazione e adorazione della natura, di culti legati alla natura e di lontani antenati.
Però non è la sola religione in Giappone: altro culto proprio di questo Paese è il Buddhismo che, nato in India e diffusosi in Cina arrivò in Giappone insieme alla filosofia Zen.
Queste due religioni insieme al Confucianesimo, culto che ispirava alla moderatezza, la saggezza e la meditazione, hanno da sempre ispirato tutte le espressioni artistiche nipponiche tra cui anche la realizzazione dei giardini.
Tutti noi sappiamo che la religione più diffusa del Giappone è lo Shintoismo, una religione molto antica, fatta di venerazione e adorazione della natura, di culti legati alla natura e di lontani antenati.
Però non è la sola religione in Giappone: altro culto proprio di questo Paese è il Buddhismo che, nato in India e diffusosi in Cina arrivò in Giappone insieme alla filosofia Zen.
Queste due religioni insieme al Confucianesimo, culto che ispirava alla moderatezza, la saggezza e la meditazione, hanno da sempre ispirato tutte le espressioni artistiche nipponiche tra cui anche la realizzazione dei giardini.
L’origine più antica del Giardino Zen risale alla Cina agli
inizi del V secolo d.C, poi questi si diffusero e trovarono maggiore
risalto in Giappone con i monaci e maestri Zen.
Il giardino Zen è un giardino diverso dai nostri, ha un’impronta differente, un tratto peculiare, unico nel suo genere, un genere che sembra tenere molto all’estetica ma anche alla semplicità e bellezza della sola natura.
I paesaggi Zen, come già detto, nacquero per aiutare monaci e sacerdoti a esercitare meglio i concetti dello Zen rimanendo in spazi che potessero aiutare la riflessione, la pace interiore, la calma e la serenità dell’animo.
Il nome giapponese con cui si vuole indicare i giardini Zen è Karesansui, giardini di pietra.
Vengono anche chiamati “giardini-isola” perchè l’isola è la classica componente di questi posti. Le rocce sparse un pò per tutto lo spazio rappresentano delle isole ferme circondate dall’acqua, elemento che anticamente aveva un valore religioso molto importante. Probabilmente il motivo per cui questi luoghi siano rappresentati da isole risiede nella religione shintoista: molte delle divinità che venivano venerate infatti si nascondevano in queste isolette circondate dal mare.
Ma forse questa non è l’unica spiegazione. E’ probabile che il giardino-isola sia solo un modo per rappresentare quello che effettivamente è tutto il paesaggio nipponico: un insieme di isolette circondate dal mare.
Il giardino Zen è un giardino diverso dai nostri, ha un’impronta differente, un tratto peculiare, unico nel suo genere, un genere che sembra tenere molto all’estetica ma anche alla semplicità e bellezza della sola natura.
I paesaggi Zen, come già detto, nacquero per aiutare monaci e sacerdoti a esercitare meglio i concetti dello Zen rimanendo in spazi che potessero aiutare la riflessione, la pace interiore, la calma e la serenità dell’animo.
Il nome giapponese con cui si vuole indicare i giardini Zen è Karesansui, giardini di pietra.
Vengono anche chiamati “giardini-isola” perchè l’isola è la classica componente di questi posti. Le rocce sparse un pò per tutto lo spazio rappresentano delle isole ferme circondate dall’acqua, elemento che anticamente aveva un valore religioso molto importante. Probabilmente il motivo per cui questi luoghi siano rappresentati da isole risiede nella religione shintoista: molte delle divinità che venivano venerate infatti si nascondevano in queste isolette circondate dal mare.
Ma forse questa non è l’unica spiegazione. E’ probabile che il giardino-isola sia solo un modo per rappresentare quello che effettivamente è tutto il paesaggio nipponico: un insieme di isolette circondate dal mare.
Il giardino è composto principalmente da sole due cose: roccia e sabbia (o ghiaia).
Nessun vegetale fu inizialmente ammesso o pochissimi (forse solo muschio), questo perchè il luogo doveva rispecchiare il concetto basilare della filosofia buddhista: la semplicità.
La roccia, disposta con grande cura, indica la montagna, l’isola dove risiedere durante la meditazione e la riflessione; la sabbia invece, disposta in modo ondulato rappresentà i mari, i laghi, i fiumi, l’acqua.
Le pietre sono un elemento importante nella costruzione di un giardino Zen: sono infatti sinonimo di solidità e consistenza. Ogni roccia deve avere la sua posizione, la sua forma, il suo colore, devono essere levigate quanto basta a mostrare i segni che la natura ha lasciato su di esse. E’ importante la forma: talvolta possono anche rappresentare figure di importante valore nella tradizione giapponese e nei miti come la tartaruga o un airone.
La presenza delle rocce deve garantire una sensazione di stabilità, solidità e durezza nel tempo in mezzo a qualcosa che è in continuo mutamento e movimento come l’acqua.
Nessun vegetale fu inizialmente ammesso o pochissimi (forse solo muschio), questo perchè il luogo doveva rispecchiare il concetto basilare della filosofia buddhista: la semplicità.
La roccia, disposta con grande cura, indica la montagna, l’isola dove risiedere durante la meditazione e la riflessione; la sabbia invece, disposta in modo ondulato rappresentà i mari, i laghi, i fiumi, l’acqua.
Le pietre sono un elemento importante nella costruzione di un giardino Zen: sono infatti sinonimo di solidità e consistenza. Ogni roccia deve avere la sua posizione, la sua forma, il suo colore, devono essere levigate quanto basta a mostrare i segni che la natura ha lasciato su di esse. E’ importante la forma: talvolta possono anche rappresentare figure di importante valore nella tradizione giapponese e nei miti come la tartaruga o un airone.
La presenza delle rocce deve garantire una sensazione di stabilità, solidità e durezza nel tempo in mezzo a qualcosa che è in continuo mutamento e movimento come l’acqua.
Col tempo però, quel giardino fatto solo con la semplicità della
sabbia e della roccia subì diversi cambiamenti, diventando un giardino
arricchito dalla presenza della vegetazione e dall’acqua, fino ad allora
rappresentata solo metaforicamente dalla ghiaia.
Nascono così due tipi di giardino: il Rinsen e il Sensui.
Il primo significa albero e acqua, il secondo stagno e acqua, probabilmente in riferimento alle aggiunte di vasche, piccoli stagni o corsetti d’acqua, piante e perchè no anche qualche piccolo ponticello.
Nascono così due tipi di giardino: il Rinsen e il Sensui.
Il primo significa albero e acqua, il secondo stagno e acqua, probabilmente in riferimento alle aggiunte di vasche, piccoli stagni o corsetti d’acqua, piante e perchè no anche qualche piccolo ponticello.
Per la sua evoluzione oggi distinguiamo 4 tipi di Giardino Zen:
- – Giardino di Shinden-Zukuri, che sarebbe lo stile sviluppatosi intorno al X secolo riservato solo agli aristocratici, caratterizzato da isolotti e ponticelli dove i nobili potevano organizzare banchetti e riti;
- – Giardino di Jodo, che sviluppatosi nello stesso periodo di quello Shinden, nacque con il solo scopo religioso di riprodurre il paradiso Buddhista;
- - Karesansui, è il paesaggio Zen che già conosciamo. E’ l’ideale di montagne, fiumi e mari, creato utilizzando materiali secchi; da questo viene infatti la denominazione “paesaggio secco“, usato principalmente dai monaci Zen per la meditazione;
- – Giardino del Tè, è il giardino creato circa nel XV secolo dai maestri del Tè come omaggio all’estetica. Doveva essere un luogo rilassante dove, ammirando il paesaggio e godendo delle meraviglie naturali si attraversava un tortuoso viottolo in pietra chiamato tobi-ishi che portava verso una sala dove era solita tenersi la famosa e sacra Cerimonia del Tè (Cha No Yu).
Oggi uno dei Giardini Zen più famosi è quello del tempio Ryoan-ji di Kyoto, costruito nel 1450 da un certo Husokawa Katsumoto, che appartenne originariamente alla famiglia Fujiwara e oggi è patrimonio dell’Umanità.
Gli stili con la quale è possibile trovare le varie componenti del giardino sono inoltre:
- – stile Shin (giardino classico);
- – stile Gyo (giardino semiclassico) dove di solito si affacciano sala da pranzo e zona letto;
- – stile So (giardino di fantasia) dove vi si aprono gli ambienti più intimi della casa.
Vi consiglio dei libri molto interessanti che vi potranno aiutare a saperne di più su questi meravigliosi luoghi:
Vivere Zen di Michael Paul
Il Grande Libro Del Giardino Giapponese di Motomi Oguchi, Joseph Cali
Giardini Giapponesi e Zen di Luigi Crespi
Il Grande Libro Del Giardino Giapponese di Motomi Oguchi, Joseph Cali
Giardini Giapponesi e Zen di Luigi Crespi
Se volete potete distribuire liberamente questo testo, in maniera
non commerciale e gratuitamente, conservandone l’integrità, comprese
queste note, i nomi degli autori ed i link
[Cultura] Sashimi
Oggi vi portiamo un po' di Giappone in casa ed il modo migliore per vivere e respirare l'atmosfera giapponese è quella di provare uno dei suoi piatti tipici, il Sashimi. Come potrete vedere non è complicato realizzarlo ed è alla portata e tasca di chiunque.
Ingredienti (per 3-4 persone)
250 gr filetto di salmone, 250 gr filetto di spigola, 250 gr gamberi,
salsa di soia, rafano fresco grattugiato, zenzero fresco grattugiato,
wasabi, prezzemolo (per guarnire).
Preparazione:
togliete la pelle e le lische a salmone e spigola, lavate e sgusciate i
gamberi e metteteli in frigo per almeno due ore. Al momento di andare a
tavola, mettete le salsine e le spezie in ciotole, affettate i pesci in
strisce da 5 cm e poneteli su un tagliere di legno; lasciate i gamberi
interi. Disponete i filetti e i gamberi su di un piatto di portata,
guarnite con prezzemolo. Con le bacchette si intingono le strisce di
pesce nelle salse prima di mangiarle.
domenica, dicembre 11, 2011
[News] Dragon Ball Kai Arriva in Spagna
La Tv Spagnola Galicia ha deciso di fare un grandissimo regalo di natale per i suoi spettatori trasmettendo da domani la nuova serie di Dragon Ball Kai remake di Dragon Ball Z.
Dragon Ball Kai è stato completamente restaurato e computerizzato in 3D ed HD (versione alta qualità tridimensionale). Inoltre, esso segue con grande fedeltà la storia originale del manga Dragon Ball creato nel 1984 dal mangaka ormai conosciuto in tutto il mondo, Akira Toriyama. Per rendere possibile ciò, sono stati, dunque, tolti i cosiddetti episodi "filler": episodi non tratti dal manga, ma creati dalla casa produttrice (in questo caso la Toei Animation)
per dare all'autore il tempo necessario alla creazione di nuovi
capitoli che sarebbero poi stati trasformati in episodi televisivi; tra
di essi ricordiamo "Il Robot", "Scuola-guida" e le due mini-saghe di Garlic Jr.
e del grande torneo dell'aldilà.
Oltre ad eliminare i filler, la Toei
Animation ha deciso anche di accorciare i combattimenti ed i lunghi
discorsi prima delle battaglie nell'intento di avere un anime più
scorrevole e fedele all'opera originale.
Considerati i tagli previsti, si era speculato che Dragon Ball Kai
sarebbe durato all'incirca cento episodi contro i 291 (in realtà, 295,
poi accorciati per motivi sconosciuti) della serie Z. Questa teoria,
però, è stata largamente contestata fin dall'inizio visto che con la
sola saga di Freezer si era arrivati a circa cinquanta episodi;
successivamente, è stata del tutto smentita dato che l'episodio numero
97 è stato quello conclusivo della saga di Cell e di tutta la serie.
Oltre alla rimasterizzazione degli episodi dell'originale Dragon Ball Z
in alta definizione, sono state create delle nuove animazioni per le
sigle di apertura e di chiusura, che cambiano in base alla saga
attualmente in corso. Stesso discorso vale per gli eyecatch,
i quali cambiano durante il corso della storia sottolineando periodi ed
avvenimenti: nella vecchia serie, invece, vi era un Gohan di quattro
anni che salta al collo del padre Goku, scena ripetuta per ben 194
episodi e, quindi, totalmente fuori contesto per la maggior parte delle
volte in cui è stata utilizzata. Sono, inoltre, andati in onda, su Fuji
TV, piccoli spot pubblicitari dopo le sigle di apertura e chiusura con
l'immagine monocromatica di un personaggio e la sua voce, oltre a vari
promo di intermezzo tra Dragon Ball Kai ed One Piece (che vengono
trasmessi uno dopo l'altro nel blocco Dream 9 della domenica
mattina), raffiguranti i protagonisti dell'uno e dell'altro anime che
raccomandano ai telespettatori di rimanere sintonizzati sulla rete.
Dragon Ball Kai si conclude in 97 episodi restaurando Dragon Ball Z solo fino al termine della saga di Cell, senza, quindi, l'ultimo arco, ovvero quello di Majin Bu.
Prima che la trasmissione della serie si concludesse, erano stati
pianificati 98 episodi. Il 98° episodio, il cui titolo era anche
presente nelle guide TV e sul sito ufficiale della serie, è stato
cancellato dal palinsesto in seguito al terremoto del 2011
che fece slittare Dragon Ball Kai di una settimana. Inizialmente, era
previsto che l'episodio 98 andasse in onda semplicemente una settimana
più tardi, tuttavia, qualche settimana prima della conclusione, il 97°
fu annunciato come episodio finale e la serie venne sostituita dall'anime di Toriko come preannunciato da mesi. L'episodio 98, perciò, è stato trasformato in un extra, inserito in DVD, che è stato pubblicato il 2 agosto 2011 in Giappone.
L'arrivo in Europa fa sorgere spontanea una domda: avremo mai questa serie tv sugli schermi italiani visto che Il direttore della fascia ragazzi di Italia 1, rete televisiva di Mediaset, ha dichiarato di non essere interessato ad acquistare la serie perché è semplicemente un remake di Dragon Ball Z? Nell'attesa di trovare una risposta a questa domanda vi lasciamo con la sigla d'apertura in versione originale e sottotitolata.
[News] Diffuso il trailer dell'anime Horror Another's
Kadokawa ha diffuso il secondo video in streaming del trailer promozionale per l'adattamento televisivo anime Another's di Yuki Ayatsuji. Il sito ufficiale dell'anime ha anche iniziato una campagna di cartoline di Capodanno con una versione super deformata del character Mei-chan, più una serie di iniziative collaterali. Di seguito vi riportiamo il trailer in questione.
[News] Toei e Banpresto mettono in streaming Kyousogiga
Namco Bandai Games ha iniziato lo streaming di 26 minuti della versione di Kyousogiga, la collaborazione anime tra Toei Animation e il creatore del giocattolo Banpresto, sul proprio canale YouTube nella giornata di Ieri. Il flusso streaming non è stato limitato al solo Giappone ed è quindi visibile anche da noi.
Il Video è presente anche nei siti ufficiali Giapponesi della Bandai e della Nico Nico Douga oltre che sul sito ufficiale dell'anime. Lo streaming durerà solamente quindi giorni.
sabato, dicembre 10, 2011
[News] Il Natale di Rai 4
Rai 4 ci regala un Natale all'insegna dell'animazione, infatti Sabato
24 Dicembre si comincia con un lavoro di Miyazaki che finalmente viene trasmesso in prima serata “Ponyo sulla scogliera”. Il 25 Dicembre a partire dalle 8:45 fino all’ora di pranzo ci faranno compagnia “Evangelion 1.0” e a seguire la replica, alle 12:00, di “Ponyo sulla scogliera“.
Il 26 Dicembre inizia nuovamente con la saga di Evangelion. Alle 9:00 Rai4 proporrà infatti il secondo capitolo della nuova versione cinematografica “Evangelion 2.22“.
Ed in fine arriviamo al 31 Dicembre, questa volta in prima serata 21:10 sarà ancora la volta di un capolavoro di Hayao Miyazaki “Il Castello errante di Howl“, che sarà trasmesso in replica il giorno dopo alle 11:30 per iniziare nel modo migliore il nuovo anno.
[News] Diffuso il Trailer di .hack//The Movie
Nella giornata di oggi è stato diffuso il trailer di .hack//The Movie (.hack//Sekai no Mukou ni) Film che uscirà nelle sale giapponesi il prossimo 21 Gennaio.
La storia è ambientata nel 2024 anno in cui tutti fin dalla nascita vengono connessi alla rete e vi passano così tanto tempo da considerarla la realtà ed è in questo contesto che si muove Sora Yukiuna liceale quattordicenne che non avendo nessun interesse verso il gioco viene convinta dagli amici a provare e ad entrare in "The World" ed è proprio allora che si iniziano a verificare strane anomalie che sembrano ripercuotersi anche nel mondo reale.
Il film è diretto da Hiroshi Matsuyama, che ha già lavorato in altri titoli della saga quali: .hack//G.U. Returner, .hack//G.U. Trilogy, .hack//Liminality, .hack//Quantum, and .hack//Roots. Kazunori Ito.
Eccovi il trailer
La storia è ambientata nel 2024 anno in cui tutti fin dalla nascita vengono connessi alla rete e vi passano così tanto tempo da considerarla la realtà ed è in questo contesto che si muove Sora Yukiuna liceale quattordicenne che non avendo nessun interesse verso il gioco viene convinta dagli amici a provare e ad entrare in "The World" ed è proprio allora che si iniziano a verificare strane anomalie che sembrano ripercuotersi anche nel mondo reale.
Il film è diretto da Hiroshi Matsuyama, che ha già lavorato in altri titoli della saga quali: .hack//G.U. Returner, .hack//G.U. Trilogy, .hack//Liminality, .hack//Quantum, and .hack//Roots. Kazunori Ito.
Eccovi il trailer
[News] Annunciato un nuovo film di Cyborg 009
Producer Tomohiko Ishii ha rivelato giovedì scorso che è stato messo in produzione un nuovo film intitolato Cyborg 3D ed ispirato al celebre manga di Shotaro Ishinomori Cyborg 009.
Nel manga nove ragazzi vengono rapiti da gli agenti di una organizzazione
criminale chiamata Black Ghost e vengono tramutati in cyborg,ciascuno
con i propri super poteri. I nove cyborg riuscirono a sfuggire al
controllo di Black Ghost e,aiutati dal Prof.Gilmore,iniziarono la loro
guerra contro l'organizzazione,che mira a far scoppiare nuovi conflitti
globali in modo da poter vendere le loro armi tecnologicamente avanzate
al miglior offerente.
Ishinomori voleva conlcudere il manga con la sconfitta dei leader di
Black Ghost ma numerose proteste da parte dai fan lo spinsero a
continuare il manga che vedrà i cyborg in una serie di avventure
autoconclusive alle prese con scienziati pazzi,antiche civiltà e esseri
sovrannaturali.
Il Film sarà diretto da Kenji Kamiyama, già noto per aver lavorato in Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, Eden of the East, Moribito - Guardian of the Spirit. Kamiyama oltre ad essere il regista del film, è anche l'autore della sceneggiatura.
Production IG e SANZIGEN Animation Studio co-produrranno il film che verrà proiettato in 5 regioni asiatiche contemporaneamente. Ishii ha infatti confermato che il film sarà proiettato a Hong Kong, Taiwan, Singapore, Malesia e Sud Corea. Il Film dovrebbe arrivare nelle sale cinematografiche asiatiche ad inizio 2013.
[News] Rivelati i dettagli dell'edizione di GUNDAM UNICORN!
MOBILE SUIT GUNDAM UNICORN,
l’ultimissima serie della Sunrise dedicata al famoso robot e composta da
6 OAV (attualmente in uscita in Giappone) approderà in Italia a partire
da Febbraio 2012, nelle seguenti modalità:
DVD
Mobile Suit Gundam Unicorn #01 - Il giorno dell’Unicorno
Video: 16:9 Anamorfico
Lingua: ITALIANO e GIAPPONESE Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Extra: Booklet 16 pag, contenente schede personaggi, interviste, approfondimenti…
BLURAY
Mobile Suit Gundam Unicorn #01 - Il giorno dell’Unicorno
Video: 16:9 MPEG-4 AVC 1080p High Definition
Lingua: ITALIANO e GIAPPONESE dts-HD Master Audio 5.1ch (24bit)
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Extra: Booklet 16 pag, contenente schede personaggi, interviste, approfondimenti…
Mobile Suit Gundam Unicorn #01 - Il giorno dell’Unicorno
Video: 16:9 MPEG-4 AVC 1080p High Definition
Lingua: ITALIANO e GIAPPONESE dts-HD Master Audio 5.1ch (24bit)
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Extra: Booklet 16 pag, contenente schede personaggi, interviste, approfondimenti…
La prima tiratura arriverà in edizione “First Press”, con una o’card (il rivestimento di cartoncino che custodisce l’amaray) e una speciale card da collezione.
Questo speciale packaging sarà riservato solo alle primissime copie,
suggeriamo quindi di affrettarsi ad ordinare la propria copia presso la
fumetteria di fiducia.
Ecco il cast dei doppiatori del primo episodio:
Cardeas Mario Scarabelli
Banagher Manuel Meli
Audrey Eleonora Reti
Zinnerman Dario Oppido
Marida Maddalena Vadacca
Takuya Davide Albano
Micott Iolanda Granato
Bancroft Giorgio Bonino
Speaker Luca Semeraro
Roma: Direz. Fabrizio Mazzotta Ass. Liselotte Parisi - Fonico di sala Stefano Zacchi
Milano: Direz. Donatella Fanfani Ass. Beatrice Viganò - Fonico di sala Alessandro Baldi --- Fonico Mix Luca Porro
Dialoghi AD Libitum Coordinamento Roberta Poggio
Ecco il cast dei doppiatori del primo episodio:
Cardeas Mario Scarabelli
Banagher Manuel Meli
Audrey Eleonora Reti
Zinnerman Dario Oppido
Marida Maddalena Vadacca
Takuya Davide Albano
Micott Iolanda Granato
Bancroft Giorgio Bonino
Speaker Luca Semeraro
Roma: Direz. Fabrizio Mazzotta Ass. Liselotte Parisi - Fonico di sala Stefano Zacchi
Milano: Direz. Donatella Fanfani Ass. Beatrice Viganò - Fonico di sala Alessandro Baldi --- Fonico Mix Luca Porro
Dialoghi AD Libitum Coordinamento Roberta Poggio
venerdì, dicembre 09, 2011
[News] Uscite le 4 TOP Ten dei manga in Giappone
Sono uscite le 4 TOP Ten dei manga in Giappone relative al 2011. Come potrete leggere voi stessi, le classifiche riportano più di un titolo conosciuto anche qui in Italia. Queste classifiche sono importanti perchè oltre a darci il quadro completo delle vendite in Giappone di può far intravedere quali potranno essere le scelte delle case editrici nostrane, ma basta perdere altro tempo, eccovi le classifiche nella loro integralità:
Top 10 Manga for Male Readers
| Rank | Title | Creator(s) |
|---|---|---|
| 1. | Black Jack Sōsaku Hiwa ~Tezuka Osamu no Shigoto-ba Kara~ | Katsu Miyazaki, Kōji Yoshimoto |
| 2. | Gurazeni | Yūji Moritaka, Keiji Adachi |
| 3. | Mashiro no Oto | Marimo Ragawa |
| 4. | Hunter X Hunter | Yoshihiro Togashi |
| 5. | March comes in like a lion | Chica Umino |
| 6. | Dogesen | Keisuke Itagaki, Rin |
| 7. | Ano Hi Kara no Manga | Kotobuki Shiriagari |
| 8. | Attack on Titan (Shingeki no Kyojin) | Hajime Isayama |
| 9. | Meshibana Keiji Tachibana | Sahee Sakado, Tori Tabi |
| 10. | Nobunaga Concerto | Ayumi Ishii |
| 11. | Blue Exorcist | Kazue Katō |
| 12. | Ryū no Gakkō wa Yama no Ue | Ryōko Kokonoi |
| 12. | One Piece | Eiichiro Oda |
| 14. | I am a Hero | Kengo Hanazawa |
| 14. | Gin no Saji - Silver Spoon | Hiromu Arakawa |
| 16. | Nejimaki Kagyū | Atsushi Nakayama |
| 17. | Asahinagu | Ai Kozaki |
| 18. | Hana Mote Katare | Yukiwo Katayama |
| 19. | I | Mikio Igarashi |
| 19. | Hōzuki no Reitetsu | Natsumi Eguchi |
Top 10 Manga for Female Readers
| Rank | Title | Creator(s) |
|---|---|---|
| 1. | Hana no Zubora Meshi | Etsuko Mitzusawa x Masayuki Kusumi |
| 2. | Shōwa Genroku Rakugo Shinjū | Haruko Kumota |
| 3. | Udon no Hito | est em |
| 4. | Ane no Kekkon | Keiko Nishi |
| 5. | Chijō wa Pocket no Naka no Niwa | Ai Tanaka |
| 6. | Chihayafuru | Yuki Suetsugu |
| 7. | Umimachi Diary | Akimi Yoshida |
| 8. | Pin to Kona | Ako Shimaki |
| 9. | Mirror Ball Flashing Magic | Tomoko Yamashita |
| 10. | Liar x Liar | Renjuro Kindaichi |
| 11. | Mikake no Nijūsei | Tsubana |
| 12. | Kimi ni Todoke | Karuho Shiina |
| 13. | Tetsudō Shōjo Manga | Asumiko Nakamura |
| 14. | Tsunagu to Seiza ni Naru Yō ni | Sumako Kari |
| 14. | Tonari no Seki-kun | Takuma Morishige |
| 16. | Sansukumi | Murato Kinuta |
| 17. | Tsukuroi Tatsu Hito | Katsumi Ikebe |
| 18. | Tanin Kurashi | Fumiko Tanikawa |
| 18. | Hatarake, Kentauros! | est em |
| 20. | Yume no Shizuku, Ôgon no Torikago | Chie Shinohara |
Top 10 Manga Magazines for Male Readers
| Rank | Title | Publisher |
|---|---|---|
| 1. | Weekly Shonen Jump | Shûeisha |
| 2. | Morning | Kodansha |
| 3. | Weekly Shonen Champion | Akita-Shoten |
| 4. | Big Comic Spirits | Shogakukan |
| 5. | Jump Square | Shueisha |
| 6. | Weekly Shōnen Magazine | Kodansha |
| 7. | Monthly Comic Beam | Enterbrain |
| 8. | Weekly Young Jump | Shueisha |
| 9. | Monthly Afternoon | Kodansha |
| 10. | Monthly Shōnen Magazine | Kodansha |
Top 10 Manga Magazines for Female Readers
| Rank | Title | Publisher |
|---|---|---|
| 1. | Feel Young | Shodensha |
| 2. | Itan | Kodansha |
| 3. | Monthly Flowers | Shogakukan |
| 4. | Kiss | Kodansha |
| 5. | Betsuma | Shueisha |
| 6. | Elegance | Akita Shoten |
| 7. | Chorus | Shueisha |
| 8. | Dessert | Kodansha |
| 9. | Be Love | Kodansha |
| 10. | Rakuen | Hakusensha |
[Via Manga News]
[Recensione] Witch Hunter Robin
Uscita
nel 2002 in
Giappone, la serie è frutto della stessa Sunrise che ha dato i natali a serie
indimenticabili quali "Cowboy Bebop". Le animazioni sono di buon
livello, il character design un po' minimalista ma affascinante, le
ambientazioni finto-retrò interessanti: l'immancabile ricorso alla computer
grafica si nota, ma tutto sommato non stona troppo con le animazioni
tradizionali e non penalizza in alcun modo la visione della serie. Molto belle
e d'atmosfera sono le musiche della colonna sonora che sono ad opera di Taku
Iwasaki, in particolare spicca la sigla iniziale cantata da Bana.
La
storia si svolge in un mondo che è molto simile al nostro ma, allo stesso
tempo, ha un aspetto molto più gotico ed anche la tecnologia ha un non so che
di retrò, in mezzo agli esseri umani si aggirano anche streghe e stregoni,
individui dotati di particolari poteri che li possono rendere molto pericolosi.
Alcuni sono inconsapevoli della propria natura e finiscono col perdere il
controllo, altri sfruttano consapevolmente le capacità paranormali per il
proprio tornaconto. Per arginare questi fenomeni, in Giappone opera la STNJ, una sorta di polizia
speciale incaricata di individuare le streghe e gli stregoni che rappresentano
un pericolo per gli uomini e di catturarli, possibilmente vivi in modo da
consegnarli alla Factory, dove verranno rieducati e reinseriti in nella società.
Protagonista
della serie, come lo stesso titolo ci suggerisce, è Robin , una ragazzina di 15
anni dai capelli rossi, per metà giapponese ma cresciuta ed educata in Italia,
in un convento per la precisione. Non per nulla la ragazza veste praticamente
come una suora, con abiti lunghi e neri che nascondono le sue forme e lasciano
scoperta solo la testa, adombrata da due trecce sbarazzine unico segno rivelatore
della sua età da adolescente.
Robin
è una strega di livello S dotata di un particolarissimo potere che le permette
di controllare il fuoco e viene mandata alla STNJ ad affiancare colleghi più
grandi di lei e per lo più normali umani. Per combattere gli stregoni cattivi,
oltre ai poteri di Robin – che in verità la protagonista sembra stentare nel
controllarli – gli agenti dispongono di uno speciale fluido che riesce ad
inibire gli effetti dei poteri paranormali e che, se sparato sugli stregoni con
apposite cartucce (non molto diverse da quelle anestetiche), li rende normali
essere umani privi di qualsiasi potere.
Witch
Hunter Robin è più lento rispetto ad altre serie simili che, fin dal primo
episodio, sostengono ritmi ben più frenetici a volte sacrificando alcuni
aspetti che invece andrebbero approfonditi. Questa serie invece parte e va
avanti abbastanza piano ed in modo più introspettivo, offrendo più spazio ai
personaggi e dedicando più tempo alla loro crescita. Il risultato finale è
sicuramente meno spettacolare e frenetico, ma ciò non comporta una
realizzazione tecnica peggiore che, anzi, ritengo sia di primissimo ordine e
che non ha nulla da invidiare a serie dai ritmi più frenetici.
Il
doppiaggio italiano, come quello di hack sing precedente serie importata sempre
dalla Beez Video, è piuttosto azzeccato con doppiatori che riescono a
caratterizzare bene i personaggi. Confesso che inizialmente avevo delle
perplessità sulla scelta fatta per la voce di Luca Bottale come doppiatore del
carismatico e misterioso Amon. Pensavo che fosse una voce fuori luogo per un
personaggio così carismatico ed al tempo stesso così cupo, ma man mano che gli
episodi andavano avanti ho ben compreso i motivi della scelta. Non solo la voce
di Bottale si avvicina molto al timbro di voce del doppiatore originale, non
solo riesce a caratterizzare egregiamente il personaggio, ma riesce anche a
dare una ventata di novità nel panorama delle serie tv anime arrivate da noi
visto che, per la prima volta, un protagonista non è doppiato dalle solite voci
viste, anzi sentite, nelle reti Mediaset.
La
brava Deborah Magnaghi doppia magistralmente Robin, trasmettendoci un
personaggio sempre molto pensieroso e di poche parole, riuscendo a trasmettere
sensazioni ed emozioni anche nei lunghi e sempre presenti silenzi
introspettivi. Molti potrebbero
obiettare che la sua voce non è adatta ad una ragazzina di 15 anni e quindi
essere totalmente fuori luogo, a costoro
faccio presente che Robin sembra molto più grande dell’età dichiarata e non solo
a livello fisico, ma anche a livello di maturità e di personalità dimostrando
ancora una volta, ammesso che ce ne sia bisogno, che la scuola di doppiaggio
italiana è una delle migliori al mondo.
Anche
gli altri doppiatori risultano essere all’altezza della situazione regalandoci
un doppiaccio estremamente gradevole e che ben si adatta all’opera.
In
conclusione la Beez Video,
con questa sua seconda proposta in campo anime, ci ha portato un prodotto
estremamente completo e ricco sia dal punto di vista qualitativo che dal punto
di vista narrativo, esattamente com’era già avvenuto con la serie di Hack Sing,
presentata come prodotto d’ingresso nel mercato italiano da parte della Beez,
peccato che di questa casa editrice siano rimaste solo le intenzioni.
[News] Lutto nel mondo dei Comics, muore il padre di Joker
Si è spento serenamente a 89 anni Jerry Robinson,
uno dei più grandi fumettisti di sempre, primo allievo di Bob Kane
e tra i pionieri del fumetto supereroistico americano. Il suo lavoro ha contribuito
alla creazione di alcuni personaggi chiave della mitologia di Batman, inclusi Robin,
Alfred, Due-Facce ma soprattutto creatore di Joker,
il villain che negli ultimi anni si è trasformatio nel più iconico della storia
dei fumetti e del cinema, anchegrazie alle iconiche interpretazioni di Jack
Nicholson e del compianto Heath Ledger ed alla tragica scomparsa
di quest’ultimo.
A darne
notizia è stato Michael E. Uslan, amico della sua famiglia
oltre che produttore esecutivo di tutti i film di Batman. Una cosa è certa il
mondo dei fumetti e quello di Batman piangono la scomparsa di un grande artista
che difficilmente sarà eguagliato. Noi tutti dello staff porgiamo le nostre più
sentite condoglianze ai familiari del compianto artista.
giovedì, dicembre 08, 2011
[News] Un Nuovo Manga Per Mitsuru Adachi
Lo scorso venerdì, la rivista Big Comic Superior magazine dell'editore Shogakukan, ha annunciato che Adachi è al lavoro su di un nuovo progetto in uscita il prossimo 22 Dicembre. L'articolo purtroppo non entra nei dettagli lasciando al lettore il dubbio su cosa si stia realmente realizzando, ed anche noi di EigaComunity ci chiediamo se si tratterà del primo volume di un nuovo manga realizzato per l'editore Shogakukan, oppure di un volume unico preparato appositamente per l'imminente Natale. Purtroppo per saperlo dovremo aspettare la sua pubblicazione.
[Recensione] Planetes Anime e Manga
Planetes
nasce da un manga di Makoto Yukimura pubblicato per la prima volta in patria il
23 gennaio 2001 e conclusosi con 4 tankōbon (il tankōbon è un volume che
raccoglie un manga già serializzato in rivista ed è l'equivalente del volume a
fumetti non giapponese) il 23 febbraio 2004. Il manga è arrivato anche da noi
ad opera della Planet Manga.
Visto
l’enorme successo riscontrato in patria, ne è stato tratto un anime composto da
26 episodi e realizzato dalla Sunrise e prodotto da Yoshitaka Kawaguchi. È stato
distribuito in Italia grazie dalla francese Beez Entertainment in 6 DVD
rappresentando la quarta proposta anime di questa casa.
Planetes
segue la storia di un gruppo di netturbini spaziali della Sezione Space Debris,
una unità della Technora Corporation, il cui compito consiste nel prevenire
danni o distruzioni di satelliti, stazioni orbitanti e navi spaziali da parte
di rottami e detriti liberi di vagare lungo l'orbita terrestre (quello che
spesso viene anche definito inquinamento spaziale o anche in inglese space
debris).
Per
farlo si servono di una nave spaziale vecchia di trent'anni, la DS-12, ribattezzata dal proprio
equipaggio Toy Box, e di attività extraveicolari cui sono stati precedentemente
addestrati e attrezzati.
Siamo
nell'anno 2075 e la colonizzazione dello spazio sembra essere diventata realtà.
Sulla Luna è stata costruita una stazione permanente come punto di partenza per
la colonizzazione di Marte e degli altri pianeti del Sistema Solare. Non tutti
però, come in ogni buona società che si rispetti, sono favorevoli a questa
scelta. Organizzazioni clandestine come il "Fronte per la Difesa Stellare",
attivo anche sul fronte terroristico, sono decise a contestare le nazioni più
potenti del pianeta per impedire all'uomo di sprecare tutte le proprie risorse
per la soddisfazione di un desiderio meramente egoistico.
I
netturbini spaziali della Technora si ritroveranno dunque spesso coinvolti nei
piani di sabotaggio e nelle azioni dimostrative del gruppo terroristico e
saranno costretti a svolgere il proprio lavoro in condizioni altamente
proibitive. Ma la storia più che parlare di faide tra organizzazioni o lotte
intestine alla Terra, parla semplicemente di loro, dei loro problemi e della
loro solitudine, sondando ed approfondendo con molta introspezione il lato
umano dei protagonisti.
La
Sezione Debris
è considerata la sezione meno importante dell'azienda (spesso viene chiamata in
modo dispregiativo "Sezione Han" che in giapponese vuol dire
"superficiale", "insignificante", concetto reso nella
versione italiana dell'anime col nomignolo di "Mezza Sezione") e i
suoi membri sono costretti a lavorare duramente per dimostrare il proprio
valore e realizzare i propri sogni.
Gli
episodi girano a volte attorno alla raccolta dei debris, ma più spesso questo
pretesto viene utilizzato solo come metodo narrativo per poter sviluppare i
personaggi e i loro rapporti emotivi. Lassù, nello spazio, ci si sente
dannatamente piccoli e soli e ci si interroga spesso sul perché delle proprie
esistenze, sul perché della vita umana, e persino sull'esistenza di Dio.
L’idea
di per se non è originale essendo già stata trattata in Oira Uchu no Tankofu
oav arrivato anche da noi con il titolo “il minatore dello spazio”. Pur
partendo da un concept preesistente, l’autore approfondisce l’opera e ben
costruisce trama, intreccio e personaggi. Infatti, la storia è strutturata in
modo da non lasciare nulla al caso: tutte le situazioni descritte si basano su
presupposti scientifici veri e delineano un mondo coerente e realistico degno
dei migliori romanzi di fantascienza, ed in effetti sfogliando il manga, si ha
proprio la sensazione di sfogliare un romanzo fantascientifico.
Altri
elementi di spicco nella trama includono un'imminente missione esplorativa su
Giove a bordo della nave sperimentale Von Braun, alimentata da motori
tandem-mirror a fusione nucleare 3HE, e i tentativi di Hachimaki di entrare a
far parte della missione. Molti altri argomenti vengono sviluppati durante la
serie contribuendo a svelare il carattere dei protagonisti e le motivazioni che
li hanno spinti a raggiungere le stelle.
I
personaggi principali sono:
Hachirota "Hachimaki" Hoshino che è
il protagonista vero e proprio del manga. È nato a Chiba, Giappone, il 20
ottobre 2050 e il suo gruppo sanguigno è B. Il suo soprannome è
"Hachi" o "Hachimaki", cioè fascia per capelli in
Giapponese (visto che ne porta sempre una). Il suo sogno è sempre stato quello
di poter comprare una nave spaziale tutta per sé, ma tra il costo
"astronomico" dell'acquisto e il suo lavoro rischioso e mal pagato (è
un lavoratore EVA, raccoglitore di spazzatura spaziale), Hachi lotta con la
decisione di perseguire o no il proprio sogno. Il padre di Hachi è un esperto
astronauta, nonché una continua fonte di contrasti per Hachimaki. La maggior parte
della condotta di Hachi si può riassumere in "più grande, più veloce, più
lontano". Volgare ed avventato, Hachi ha difficoltà nell'esprimersi
adeguatamente, soprattutto in materia romantica.
Segue Ai Tanabe che è un nuovo membro della
Sezione Debris, nonché protagonista della serie animata; intelligente e
sincera, ma anche molto insicura. È nata in Hokkaido, Giappone, il 7 luglio
2054 e il suo gruppo sanguigno è O. Come nuova arrivata nello spazio, nella
Sezione Debris, e principiante con le attività extra-veicolari, tutto allo
stesso tempo, deve darsi da fare il più possibile per imparare tutti i trucchi
del mestiere. Gentile e dolce, è disposta a fare qualsiasi cosa per aiutare gli
altri. Ama Hachi, ma i due hanno difficoltà ad esprimere i propri sentimenti.
Fee
Carmichael invece è il pilota americano della "Toy Box", la navetta
utilizzata per la raccolta dei debris. È nata in Florida, USA, l'8 maggio 2039
e il suo gruppo sanguigno è B. Fumatrice ossessiva, ha spesso difficoltà nel
trovare posti in cui poter fumare (visto che fumare è vietato quasi ovunque,
nello spazio) e questo la rende molto spesso irritabile. Sposata con un figlio
piccolo, Fee normalmente vive in Florida quando non è nello spazio.
Yuri
Mihalkov è il membro russo della squadra Debris. È nato a Vladivostok, Russia,
il 27 luglio 2038 e il suo gruppo sanguigno è A. Calmo e stoico per carattere,
ma anche gentile e compassionevole, Yuri funge spesso da caposquadra del
gruppo. Parecchi anni prima degli eventi narrati nella storia, Yuri e sua
moglie erano in viaggio verso l'Inghilterra su una navetta civile in orbita
bassa, quando una piccola vite colpì ad alta velocità uno dei finestrini,
causando la depressurizzazione della nave e costringendola ad effettuare un
atterraggio d'emergenza. L'incidente, altamente pubblicizzato, provocò la morte
di decine di persone, tra cui la moglie dello stesso Yuri, il cui corpo non
venne più ritrovato. Da allora Mihalkov si occupa del recupero di Space Debris,
nella speranza di ritrovare il corpo della moglie.
Werner
Rocksmith è il progettista della Von Braun. Egoista e senza scrupoli; l'unica
cosa che riesce ad amare sono le navi spaziali.
Pops
è un meccanico che incolpa il gruppo di Hachi di aver danneggiato la sua nave.
Harry
Roland è un astronauta veterano, innamorato dello spazio. Ha tentato il
suicidio quando gli è stato proibito di ritornare in orbita.
Nono
è una dodicenne selenita ovvero una ragazza che, come altri tre bambini, è nata
e vissuta sulla Luna. È impegnata nello studio e sogna di poter andare sulla
Terra ma, a causa della differente gravità lunare, il suo corpo potrebbe non
reggere le caratteristiche dell'atmosfera terrestre. La sua particolare
condizione le ha causato una statura di molto superiore alla norma ed è
soggetta a continui controlli medici che ne verifichino lo stato di salute.
Tra
gli altri personaggi dell'ufficio troviamo Lavi, il manager costantemente
impegnato nell'evitare contrasti con l'amministrazione superiore, il direttore
sovrappeso ma allegro della Sezione Debris, e la segretaria calma e paziente.
Molti altri personaggi, anche importanti, tra cui gli amici e i familiari di
quelli sopra citati, appaiono alternandosi durante tutta la serie.
Diversamente
da altri anime e manga ambientati nello spazio, o comunque basati su trame
fantascientifiche, Planetes vanta di seguire una descrizione molto realistica
dello spazio e del viaggio spaziale. La storia descrive navi che non emettono
suoni nel vuoto e astronauti che soffrono continuamente di malattie dovute alla
permanenza nello spazio, come ad esempio avvelenamento da radiazioni, cancro,
osteoporosi e problemi psicologici dovuti alla lunga permanenza nel vuoto
siderale oltre l'atmosfera terrestre.
Nono,
la ragazza nata sulla Luna, è diventata anormalmente alta a causa della bassa
gravità del satellite. Concetti come il movimento in presenza di bassa gravità
o l'assenza totale di peso sono illustrati in continuazione e molto
naturalmente. Anche la necessità di recuperare i debris spaziali, tema centrale
nella trama di Planetes, è basata su un problema reale e in continuo aumento
per gli austronauti dei nostri tempi.
L'opera
si ricollegano inoltre alla storia della missilistica e del volo spaziale. La
sigla di apertura dell'anime è costituita da una sequenza simile a quella della
serie televisiva Star Trek: Enterprise ed è costituita da un montaggio di
immagini della storia della conquista dello spazio dalla mitologia greca ed
egizia sino alla "moderna" ambientazione della serie. Durante la
sequenza si susseguono immagini animate di pietre miliari della conquista dello
spazio, come i primi test missilistici di Robert Goddard, i missili V2, lo
Sputnik 1, il cane Laika, il razzo Vostok, l'Apollo 11, lo Skylab, la Mir, la Stazione Spaziale
Internazionale e lo Space Shuttle Endeavour. Riferimenti ai pioneri dello
spazio come Konstantin Tsiolkovsky, Robert Goddard, Wernher von Braun e Hermann
Oberth sono fatti regolarmente. Lo stesso personaggio di Yuri sembra in effetti
essere stato ricalcato sul primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin.
Nel
giugno 2002 Sunrise e Bandai Visual iniziarono a discutere di una possibile
coproduzione animata di genere fantascientifico. La scelta ricadde su Planetes,
attento al realismo scientifico così come alla psicologia e ai drammi umani dei
suoi protagonisti. L'anime venne prodotto da Yoshitaka Kawaguchi e diretto dal
regista Goro Taniguchi, ed essendo composto da 26 episodi divenne necessario
realizzare nuove puntate, mai apparse nell'opera cartacea. I produttori della
serie TV decisero dunque di modificare in parte la vicenda, facendo apparire
Tanabe come protagonista sin dal primo episodio della serie per poi plasmare i
successivi episodi sulla sua esperienza nello spazio e sulla missione di
Hachimaki a bordo della Von Braun. Questi cambiamenti però influiscono
minimamente sulla godibilità della storia e l’alto livello tecnico della serie
fa si che anche chi ha già letto il manga, possa vedere la serie senza esserne
deluso.
Vedendo
questa serie mi è venuto in mente Patlabor, avendo con quest’ultimo diverse
analogie. I due anime condividono un'impostazione di fondo che si focalizza in
primis sui personaggi e sulla squadra che compongono. Anche la struttura degli
episodi è simile, anche se Patlabor è maggiormente orientato all'azione. Tenete
però ben presente che le serie sono di due generi differenti e quindi ogni
altra analogia è forzata e fuori luogo, ma ritengo che se vi è piaciuto
Patlabor sicuramente vi piacerà anche Planetes, ma ovviamente i gusti sono
soggettivi e non è scritto da nessuna parte che la serie vi debba piacere,
infatti, se amate le serie d’azione, con un ritmo abbastanza incalzante (per
non dire frenetico) e una trama intrigante, probabilmente non riuscirete ad
apprezzare la profondità di quest'opera.
A
conferma della bellezza della storia posso solo dirvi che Planetes ha vinto nel
luglio 2002 il prestigioso premio giapponese per la fantascienza.
I
DVD della Beez risultano essere ben realizzati. Anche se la casa, che
distribuiva l’opera in tutta europa, ha avuto non pochi problemi tecnici, è
ugualmente riuscita a far contenere in un DVD9 ben 5 episodi e 5 lingue, per
cui Beez ha dovuto operare delle scelte ben precise. L'audio infatti è solo un
2.0 Stereo, ma grazie al bel doppiaggio (che come già avvenuto per le altre
opere della casa è di altissimo livello) fa benissimo il suo dovere. Questo
permette di tenere una qualità video abbastanza elevata, tanto che non ho
notato, durante la visione, alcun difetto di compressione rendendo i DVD
estremamente godibili.
In
definitiva anche se Planetes risulta essere un prodotto di nicchia, per via
della complessità della trama e per come sono strutturati gli episodi, mi sento
di consigliarvi la visione di questa serie che, ne sono sicuro, potrà regalarvi
non poche sorprese.
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